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Armenia, 1988 Dopo il terremoto furono inviate 5000 tonnellate di farmaci e articoli sanitari per un valore di 55 milioni di $US, una quantità di gran lunga superiore ai bisogni.
Fu necessario impiegare 50 persone per 6 mesi per avere un quadro chiaro dei farmaci ricevuti: l'8% era scaduto già ail'arrivo, il 4% fu distrutto dal freddo, del
restante 88% solo il 30% era facilmente identificabile e solo il 42% corrispondeva alle necessità di una situazione di emergenza.Nella maggior parte dei farmaci Ie etichette avevano solo il nome della specialità (1).
Eritrea, 1989 Durante la guerra di indipendenza, nonostante gli appelli venissero espressi in modo appropriato, furono molte Ie donazioni inadatte tra cui: sette camion carichi di aspirina scaduta che richiesero 6 mesi per lo smaltimento; un intero
container pieno di farmaci cardiovascolari non richiesti e con scadenza a due mesi; trentamila bottiglie da mezzo litro di soluzioni di aminoacidi per infusioni
già scaduti che crearono seri problemi di smaltimento a causa del cattivo odore (2).
Sudan, 1990 Una gran quantità di farmaci fu inviata nelle zone devastate dalla guelta nel Sud del paese. Ogni scatola conteneva piccole confezioni di farmaci in parte usate. Le etichette erano in francese, lingua che i Sudanesi non parlano. Molti farmaci
erano inadatti alcuni pericolosi e includevano: soluzioni per lenti a contatto, stimolanti dell'appetito, inibitori delle monoamino ossidasi (pericolosi in Sudan),
soluzioni per raggi X, ipocolesterolemizzanti e antibiotici scaduti. Su 50 scatole 12 contenevano farmaci qualche utilità (3).
Francia, 1991 Pharmaciens sans Frontières si incaricò della raccolta di 4 milioni di kg di farmaci non usati in 4000 farmacie in Francia. La selezione venne fatta in 88 centri del paese: solo il 20% era utile per i programma di aiuto internazionale,
l'80% fu bruciato (4).
Federazione russa, 1992 La produzione farmaceutica russa era caduta molto al disotto dei livelli del 1990, e Ie donazioni di farmaci furono molto ben accolte. Tuttavia l'iniziale entusiamo fu presto deluso quando si scoprì la natura delle donazioni che
includevano 189.000 bottiglie di sciroppo per la tosse (destrometorfano); pentoxifilina e clonidina come unici antiipertensivi; triamterene e spironolattone
come diurctici; enzimi pancreatici e bismuto come unici farmaci gastrointestinali (5).
Guinea Bissau, 1993 In Settembre 1993 furono spedite 8 tonnellate di farmaci raccolti nelle farmacie in quantità che variava da 1 a 100 compresse. La donazione conteneva 22.123 pacchi di 1714 diversi farmaci. La gestione fu molto difficile ed interferì
negatiyamente con gli sforzi del governo per razionalizzare il rifornimento e l'uso dei famiaci (6).
Lituania, 1993 Undici donne persero temporaneamente la vista dopo aver assunto un farmaco che faceva parte di una donazione. Si trattava del «closantel» un antielmintico veterinario che per errore fu somministrato in casi di endometriosi. Il farmaco era arrivato senza informazioni e istruzioni per l'uso e fu scambiato con un altro
prodotto (7).
Ex Yugoslavia, 1994, 1995 Di tutte Ie donazioni ricevute dall'ufficio di Zagabria nel 1994, il 15% era inutilizzabile ed il 30% non era necessario (8). Verso la fine del 1995 a Mostar si erano accumulate 340 tonnellate di farmaci scaduti, quasi tutti «donati» dai vari Paesi europei (9).
Bibliografia
- Autier P. et al. Drug supply in the aftermath of the 1988 Armenian
earthquake. Lancet 1990;i:1388-90.
- Woldeyesus K, Snell B. Eritrea's policy on donations. Lancet 1994;
ii:879.
- Cohen S. Drug donations to Sudan. Lancet 1990;i:745.
- Les médicaments non-utilisés en Europe: receuil, destruction et
réutilisation à des fins humanitaires. Paris: PIMED, 1994.
- Offerhaus L. Russia: emergency drug aid goes awry. Lancet 1992;i:607.
- Maritoux J. Report submitted to WHO, October 1994.
- Hoen E, Hodgkin C. Harmful use of donated veterinary drug. Lancet
1993;ii:308-309.
- Forte GB. An ounce of prevention is worth a pound of cure. Presentation
at the International Conference of Drug Regulatory Agencies, The Hague, 1994.
- Letter sent by the Mayor of Mostar to the Ambassador of the European
Union, 2 October 1995.
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